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COLLEZIONE GRAFICA



Oltre milletrecento disegni e una meno ampia raccolta di incisioni costituiscono la collezione grafica, custodita nel Palazzo dei Musei. Per ragioni di conservazione solo tre sono esposti a rotazione nella sala del Tanzio.

I disegni sono riferibili a un arco cronologico dal XVI al XX secolo e se un consistente numero è opera di artisti valsesiani, sono diversi i fogli di artisti piemontesi, lombardi, emiliani o liguri.

Gaudenzio Ferrari e Antonio D’Enrico, detto Tanzio sono gli autori delle opere più famose e conosciute. Di Gaudenzio è lo stupendo studio raffigurante la Testa di vecchio affine al sacerdote dipinto nel pannello la Cacciata di Gioacchino dal tempio (Torino, Galleria Sabauda) e parte del polittico eseguito nel 1508 per la confraternita di Sant’Anna a Vercelli;
 




di Tanzio, o attribuibili al suo ambito, sono presenti numerosi esempi, circa trenta, eseguiti a matita rossa o a matita nera e spesso in relazione con i dipinti dell’artista: il disegno preparatorio per il quadro Giacobbe e Rachele (Torino, Galleria Sabauda) è un esempio significativo.

Strettamente legata alla grafica di Antonio D’Enrico è la produzione di Pier Francesco Gianoli, artista valsesiano vissuto nella seconda metà del XVII secolo. Il foglio con Studi per quattro teste ne è prova evidente.
 




Tra le incisioni di notevole rilievo storico e artistico sono le stampe eseguite da Silvestro Pianazzi quale corredo iconografico delle Opere di Gaudenzio Ferrari , impresa realizzata con Gaudenzio Bordiga (1835-1847), ricordando che la Pinacoteca possiede anche le lastre in rame.


Il Pianazzi è anche l’autore delle illustrazioni del volume sull’ Abbazia di Hautecombe , Altacomba, mausoleo dei Savoia, edito nel 1843-1844.
 


L’importanza e il valore di questo fondo grafico, già compreso da Giovanni Testori, nel Palinsesto valsesiano (1964), hanno trovato conferma in recenti studi. Significativa è la storia della sua costituzione strettamente legata alle vicende che hanno portato alla nascita della Pinacoteca, quindi alla fondazione della Scuola del Disegno a Varallo (1778) e alla Scuola - laboratorio Barolo – gestita dal 1835 dalla Società di Incoraggiamento – istituzioni che richiedevano disegni quale strumento didattico per la formazione degli allievi.
Sono donazioni di artisti valsesiani e di privati, spesso legati alla Pinacoteca e a queste scuole, alle origini della collezione, donazioni di privati che ne incrementano ancora oggi la consistenza e il valore.

Le donazioni Avondo , Arienta e recentemente Gilardi sono documentate e tra le più ampie, ma interessante è ricostruire, attraverso i disegni, i passaggi di proprietà risalendo alle raccolte possedute dalle famiglie notabili varallesi quali i D’Adda o gli Alberganti.