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Collezione Franchi

La prestigiosa collezione di maioliche italiane è stata donata alla Pinacoteca tra il 2004 e il 2007 da Luciano Franchi, in memoria del figlio Francesco; la raccolta, che si distingue per la raffinata sensibilità del collezionista nella scelta dei pezzi, ha preso corpo a partire dagli anni settanta. Attraverso i 194 manufatti esposti, è possibile seguire l’evolversi dell’arte ceramica dal XIV al XVIII secolo e percorrere idealmente un itinerario che tocca le principali manifatture del nostro territorio.
Un primo nucleo è composto da alcuni reperti di ceramica arcaica , prodotti in epoca post medievale nell’Italia centro-settentrionale, e opere di ceramica graffita, con radici nel vicino Oriente dalla vetrina dedicata alle ceramiche ingobbiate, realizzate con tecnica graffita.
Seguono le raffinate maioliche rinascimentali, che costituiscono una campionatura delle tipologie e degli stili peculiari dell’epoca. Tra queste, la grande produzione aulica delle ceramiche con l’istoriato, la cui nuova ricchezza figurativa dipende dall’utilizzo, da parte delle botteghe, dei repertori a stampa; la massima espressione dell’ornato irrompe negli oggetti con ritratti femminili nei piatti ”da pompa” di Deruta . Ai colorati esemplari istoriati, si affiancano i cosidetti ”bianchi” di Faenza , che ’compendiano’ l’elemento decorativo nell’uso di soli tre colori, ad esaltare il fondo bianco maiolicato.
Numerosi sono i pezzi di manifattura lombarda, con un’attenzione particolare alle produzioni di Pavia e Milano. In Lombardia, la tradizione ceramica si sviluppa nel corso del XVII secolo, raggiungendo una crescita fiorente nel Settecento: a Pavia sono attive fabbriche prestigiose come quelle Rampini e Imbres, a Lodi sono note le botteghe dei Coppellotti e dei Ferretti, mentre nella Milano settecentesca acquistano fama le fabbriche di Felice Clerici e Pasquale Rubati .
Altro centro importante dell’arte della maiolica è la Liguria, rappresentata in collezione da esemplari savonesi ; in Piemonte le prime manifatture nascono nel corso del Seicento, ma è solo nel XVIII secolo che si afferma una vera tradizione produttiva con l’apertura della fabbrica Rossetti , attiva con vicende alterne fino all’Ottocento.
 

ceramica arcaica

Italia centrale, Bacile, terracotta invetriata con copertura a smalto, metà del XIV secolo.
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Deruta

Deruta, Piatto, maiolica dipinta a policromia, seconda metà del XVI secolo.
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Faenza

Faenza, bottega Virgiliotto Calamelli, Coppa, maiolica dipinta, penultimo quarto del XVI secolo.
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Rampini

Pavia, manifattura Rampini, Piatto tondo, maiolica dipinta a policromia, ultimo quarto del XVII secolo – inizio del XVIII secolo.
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Coppellotti

Lodi, manifattura di Anton Maria Coppellotti, Centrotavola, maiolica dipinta, 1745 circa.
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Pasquale Rubati

Milano, manifattura Pasquale Rubati, Piatto tondo, maiolica dipinta a policromia, 1765-1780.
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esemplari savonesi

Savona, Piatto da parata, maiolica dipinta a policromia, seconda metà del XVII secolo.
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fabbrica Rossetti

Torino, manifattura Giorgio Giacinto Rossetti, Piatti tondi, maiolica dipinta a policromia, 1735-1740 circa.
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