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    Calderini

LA STORIA DEL MUSEO CALDERINI


Il progetto per l’istituzione di un Museo Civico di Storia Naturale sorse per volere di Pietro Calderini, personalità di assoluto rilievo nella società valsesiana del secondo Ottocento.
Nei primi anni Sessanta del XIX secolo, ebbe l’idea di istituire un Museo di Storia Naturale da affiancare allo studio delle scienze per le Scuole Tecniche, coinvolgendo primariamente la Società d’Incoraggiamento allo Studio del Disegno in Valsesia, già in possesso di un piccolo nucleo di oggetti naturalistici.
Dall’inaugurazione nel settembre 1867, il progetto di Pietro Calderini divenne non solo luogo di istruzione per i giovani valsesiani e quindi sussidio per le scuole, ma anche centro di promozione degli studi scientifici. Fu lui stesso ad incoraggiare chiunque lo desiderasse a donare preparati, oggetti o produzioni scientifiche per arricchire sia il Museo stesso che la biblioteca ad esso associata. Le donazioni non tardarono ad arrivare.
Dalla sua fondazione il Museo Calderini venne realizzato in tempi relativamente stretti poiché, grazie alle conoscenze del suo promotore fra i naturalisti di quel tempo, le collezioni si arricchirono di doni provenienti non solo dalla Valsesia ma anche da zone limitrofe con la rappresentazione di tutte le branche delle scienze e della storia naturale. Alle collezioni naturalistiche si aggiunsero inoltre anche altre collezioni riferibili all’archeologia, alla demoetnoantropologia e al campo umanistico.
Alla sua morte, nel 1906, il museo gli fu intitolato e, secondo le sue volontà, si tentò di mantenerlo centro nevralgico valsesiano della ricerca scientifica.Ma l’assenza della sua figura carismatica, per 40 anni anima stessa del museo, registrò una diminuzione delle donazioni provenienti da fuori dei confini valsesiani, dovuta alla inevitabile rottura dei legami con le personalità scientifiche nazionali.
Il museo, posto dagli anni ‘60 del Novecento al secondo piano di Palazzo dei Musei, è attualmente chiuso al pubblico, ma è in corso un progressivo recupero delle collezioni che porterà alla riapertura dello stesso in occasione del centocinquantenario della fondazione (1867 -2017). È inoltre stato allestito uno spazio al piano terreno del Palazzo dei Musei con l’intento di presentare al visitatore un quadro generale delle raccolte più significative.