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  • Varallo

    La Pinacoteca

LA STORIA DELLA PINACOTECA



Dalle origini alla fondazione. Nel 1778 Varallo Sesia diventa uno dei centri culturali e di formazione di maggiore rilievo del Piemonte in seguito alla fondazione della Scuola di Disegno, nella quale insegnano numerosi artisti operanti nel cantiere del Sacro Monte: pittori, architetti e scultori che intervengono anche per restaurare le opere dei loro predecessori. Nel 1831 viene fondata la Società di Incoraggiamento allo Studio del Disegno che sostiene, anche economicamente, lo sviluppo della Scuola e acquista i locali ad essa limitrofi che costituiscono il nucleo più antico dell’attuale Palazzo dei Musei. Ben presto la società amplia il proprio campo di interesse a tutto il patrimonio artistico del territorio attraverso un’attenta attività di documentazione, conservazione e valorizzazione dei beni culturali. A tale scopo nel 1835 la Società prende in gestione la Scuola-Laboratorio Barolo per l’insegnamento dell’intaglio ligneo, attività tradizionale che da sempre contraddistingue la produzione artistica della valle. Il maestro di riferimento è Gaudenzio Ferrari le cui opere, in particolare i cicli affrescati nella chiesa di Santa Maria delle Grazie e nelle cappelle del Sacro Monte, vengono utilizzate come modello dagli artisti per generazioni. La Società di Incoraggiamento, che gestisce dal 1867 anche il Museo di Storia Naturale “Pietro Calderini”, riceve ripetute donazioni di oggetti d’arte e si fa sempre più urgente il problema della gestione e conservazione del materiale artistico accumulato. A questo scopo viene fondata nel 1875 la Società di Conservazione delle Opere d’Arte e dei Monumenti in Valsesia impegnata nel creare una Pinacoteca che vedrà la luce solo nel 1885 in seguito alla Mostra Artistica Valsesiana allestita in occasione delle celebrazioni dedicate al presunto quarto centenario della nascita di Gaudenzio Ferrari.


La nascita della Pinacoteca. Saranno proprio le opere presenti alla mostra a costituire, l’anno successivo, il nucleo originario della Pinacoteca ospitato in tre sale. Il pittore Giulio Arienta è incaricato della stesura del catalogo che verrà edito postumo nel 1902. Da quel momento il patrimonio artistico della Pinacoteca continuerà ad arricchirsi rendendo necessari una serie di mutamenti: nel 1915 la Società di Conservazione diviene “Ente Morale”, avendo così la possibilità di acquisire l’importante lascito del pittore Bartolomeo Avondo: che dona uno straordinario gruppo di disegni di vari artisti tra i quali Morazzone, Tanzio da Varallo, Pier Francesco Gianoli.


L’ampliamento del percorso espositivo. Negli anni Quaranta del Novecento la Pinacoteca viene dotata di un vero e proprio regolamento che prevede la nomina di un conservatore: il primo a ricoprire tale ruolo è il pittore Emilio Contini che procederà alla realizzazione di un nuovo allestimento, inaugurato nel 1952, che amplia la superficie espositiva portandola a 24 sale.

Verso un museo moderno. Alla fine degli anni Cinquanta, l’elezione dell’ingegnere Giorgio Rolandi a Presidente della Società di Conservazione porta all’acquisizione della proprietà giuridica dei locali che ospitavano la Pinacoteca e a un radicale rinnovamento del Palazzo dei Musei che verrà inaugurato nel 1960. Rolandi finanzia inoltre il prezioso lavoro degli storici dell’arte che gravitavano nell’ambiente universitario e museale di Torino e Milano: costoro, già in date precedenti, avevano stabilito contatti con Varallo per studiare le testimonianze artistiche valsesiane, in particolare quelle cinquecentesche e seicentesche di Gaudenzio Ferrari e Tanzio da Varallo. Prestarono la propria collaborazione per la realizzazione del nuovo allestimento museale e per l’organizzazione della mostra monografica su Tanzio dello stesso anno Anna Maria Brizio, Noemi Gabrielli, Marco Rosci, Vittorio Viale, Giovanni Testori. Culmine di questo fermento di studi sarà il terzo Congresso piemontese di Antichità ed Arte della Società piemontese di Archeologia e Belle Arti ospitato dalla Pinacoteca nel settembre 1960.


La Pinacoteca oggi. Nel 1998 la Società di Incoraggiamento allo Studio del Disegno e la Società di Conservazione delle Opere d’Arte in Valsesia si fondono per dare vita ad un unico Ente senza fini di lucro e di utilità sociale (ONLUS): lo scopo primario dell’associazione è volto alla valorizzazione, alla cura e alla conservazione delle importanti raccolte che la Pinacoteca custodisce, attraverso il riallestimento delle collezioni e grazie al recupero del Palazzo dei Musei a standard di efficienza e sicurezza ottimali.